BRICOMAGAZINE GIUGNO-LUGLIO 2022

chiamato value for money, ovvero convenienza e qualità. Ma tutto ciò non basta più perché i consumatori sono sempre a caccia di valori e di ideali. Per questo motivo due shopper su tre dichiarano di essere disposti a cambiare brand se questo non riesce a incarnare appieno i loro valori». Per rispondere alle crescenti aspettative dei consumatori, il retail deve quindi saper offrire esperienze immersive, cosa oggi possibile grazie alle tecnologie disponibili, come il Conversational commerce, il Virtual try-on market, integrandole all’interno delle proprie strategie. Inoltre, bisognerà definitivamente passare da una logica transazionale a una relazionale perché oggi è necessario stabilire relazioni più profonde con i clienti che ricercano un rapporto più personale con i brand basati sui loro gusti, le loro abitudini e preferenze. «Infine – ha aggiunto Simone Zucca – c’è il grande tema dell’Accountability perché stiamo entrando in vera nuova era basata su aspetti valoriali. Tutte le aziende saranno chiamate a riflettere valori ideali dei clienti all’interno di ogni ambito della propria strategia aziendale». Oltre all’offerta di un’esperienza immersiva, emerge la necessità di interagire a un livello più personale con i clienti, focalizzando la strategia su relazioni di valore per raccogliere dati di prima parte e fornire messaggi, creatività, raccomandazioni commerciali personalizzate che sono gradite e apprezzate da due shopper su tre. L’utilizzo di dati, automazione, machine learning, creatività personalizzate permetteranno in futuro di rispondere alle nuove esigenze del consumatore. Infine per rispondere all’ultimo trend chiamato Value Hunting, è necessario rivoluzionare il concetto di Corporate Social Responsability in quanto i consumatori si aspettano che i brand guidino un vero e proprio cambiamento della società. Oltre il 70% dei consumatori dichiara di essere intenzionato a scegliere un brand perché rispecchia i propri valori e questa percentuale sale fino al 90% per le generazioni più giovani. In estrema sintesi la raccomandazione è di essere “intentional”, perché essere presente online oggi non basta più ma bisogna essere in grado di sviluppare strategie di customer experiences utilizzando tecnologie immersive per vincere l’attenzione dei clienti; “personal” perché dobbiamo aumentare la rilevanza e la personalizzazione di ogni singola interazione con i clienti grazie all’utilizzo dei dati di prima parte; “meaningful” perché sarà fondamentale integrare i valori dei clienti all’interno della strategia aziendale. n 92 | BRICOMAGAZINE RICERCHE In primavera Leroy Merlin ha lanciato la sua prima esperienza di live shopping. L’evento live realizzato dall’insegna si è svolto lo scorso 30 aprile sul tema: ‘Barbecue, che spettacolo!‘. Si è trattato di uno show in diretta dedicato alla passione per il barbecue, per presentare i prodotti, proponendo anche molte offerte in esclusiva, e rispondere alle domande degli utenti in chat. La live, trasmessa in diretta sul sito di Leroy Merlin, ha visto come protagonisti lo chef Carlo di ‘Chef in camicia’, la conduttrice televisiva Tessa Gelisio e Roberto Messinese, consigliere di vendita Leroy Merlin, che hanno cucinato 3 ricette originali. Durante l’evento sono stati proposti 35 prodotti, tra Bbq e accessori. All’iniziativa commerciale è anche associata una campagna di iscrizione alla newsletter Leroy Merlin. L’operazione è comunicata sui canali social e sulla community di Leroy Merlin, oltre che sui social degli influencer coinvolti, ed è previsto un piano media a supporto. Il progetto è realizzato con il supporto di Caast TV e di Omnicom Pr Group. Live commerce, l’esperienza di Leroy Merlin

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