2026. Il futuro, come ha spiegato Alberto Mattiello, business futurist, vedrà lo sviluppo di “sciami di IA” capaci di aumentare le prestazioni dei team e delle imprese. In questo scenario, servono visione strategica e capacità di leadership per generare valore e guidare il cambiamento che prima di tutto è culturale giacché serve una nuova mentalità, disposta a imparare, disimparare e imparare di nuovo. In futuro, l’IA sarà sempre più “omni mind”, cioè capace di apprendere e interconnettere ogni tipo di informazione e intelligenza disponibile, non solo perché sarà sempre più fisica: oggi a livello internazionale sono più di 200 le aziende che stanno lavorando nell’AI embodiment, l'intelligenza artificiale generativa inserita in un robot, capace di interagire fisicamente con l'ambiente circostante. Questo è un mercato in crescita e nei prossimi 10 anni, molte tecnologie entreranno anche nei cantieri come, ad esempio, i cani robot che, grazie alla loro capacità di muoversi in spazi complessi potranno trasportare materiali o verificare l'avanzamento dei progetti. I robot, progettati per lavorare con l’uomo, saranno sempre più importanti e in questo ambito tecnologico l’Italia ha già un ruolo importante. 100 | BRICOMAGAZINE RICERCHE COGLIERE LE OPPORTUNITÀ DELL’IA Come aveva ricordato Luca Berardo, la digitalizzazione è il presupposto per l’IA ma nella filiera delle costruzioni questa procede con troppa lentezza anche perché in edilizia digitalizzazione e IA incontrano una forte barriera all’ingresso. Secondo Stefania Baruffato, direttore generale di Epiù, c'è una fortissima difficoltà a creare un canale di comunicazione tra la realtà aziendale, ma anche personale, e l'utilizzo di tutta questa tecnologia. Pertanto, è necessaria formazione per capire come poterla utilizzare. «L’IA non è uno strumento che si implementa nella rivendita – ha sottolineato –, richiede conoscenza. Al momento manca. Soprattutto mancano le fondamenta per consentire all’IA di essere efficace, ovvero manca la pulizia dei dati e la condivisione dei dati che è necessaria per far “funzionare” strumenti digitali e IA che la rivendita edile, in questo momento, non sa utilizzare. La sfida per la distribuzione edile è, dunque, creare una piattaforma comune basata su dati standardizzati e su questo è intervenuto Ferdinando Napoli, Ceo Edilportale che da 25 anni si occupa di digitalizzazione dei prodotti e ha realizzato un catalogo tecnico più preciso, puntuale ed efficace per velocizzare e ridurre gli errori nella scelta dei prodotti. «Però – ha fatto presente Ferdinando Napoli – è necessario strutturare i dati e adottare uno standard comune affinché l’IA possa agire in modo affidabile sui dati con risultati senza errori. Utilizzare l’IA su dati grezzi aumenta il rischio di ottenere “allucinazioni IA”». Pertanto, è compito dei produttori rendere i propri database adatti all’uso da parte delle IA. Il Passaporto Digitale dei Prodotti (DPP), previsto dal regolamento europeo CPR 2024/3110, rappresenta una svolta decisiva verso la digitalizzazione perché dal 2027 ogni prodotto da costruzione dovrà avere un’identità digitale con dati su origine, durabilità, sicurezza e riciclabilità. Questo strumento, integrabile con il BIM, e accessibile a tutti tramite QR code, favorisce la trasparenza e l’economia circolare. «Il listino digitale Al momento mancano le fondamenta per consentire all’IA di essere efficace: la pulizia e la condivisione dei dati è necessaria per far “funzionare” strumenti digitali e IA che la rivendita edile oggi non sa utilizzare.
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