BRICOMAGAZINE NOVEMBRE-DICEMBRE 2025

ma evolve continuamente. Rimaniamo costantemente aggiornati sulle possibili nuove soluzioni da implementare per arginare potenziali perdite, garantendo al contempo la migliore esperienza di acquisto. Voi avete esteso il self check out a tutti i vostri negozi... Che strumenti utilizzate per controllare l'area di cassa automatica? Con la conclusione del progetto di trasformazione dell'area pagamenti, abbiamo definito un modello di gestione del self check out che pone al centro l'assistenza al cliente. Anche in un contesto fortemente automatizzato, il fattore umano si conferma cruciale non solo per l'efficacia della sicurezza, ma soprattutto per garantire un'esperienza d'acquisto positiva. La nostra priorità è assicurare un presidio attivo attraverso persone dedicate e personale esterno ausiliario. I nostri team sono focalizzati principalmente sul supporto diretto ai clienti: vogliamo che nessuno si senta isolato davanti alla cassa automatica e che tutti possano ricevere assistenza immediata in caso di necessità o difficoltà tecniche. Il controllo, in questa visione, diventa prima di tutto un servizio. Dunque sono solo le persone a controllare l’area? Naturalmente no. Per supportarle, abbiamo implementato strumenti di monitoring specifici per l'area pagamenti, che forniscono alle nostre squadre i dati e gli alert necessari per intervenire in modo mirato e tempestivo, minimizzando eventuali frizioni con la clientela. Questi sistemi lavorano in sinergia con le barriere antitaccheggio, creando una rete di protezione integrata. Guardando al futuro, seguiamo con grande attenzione l'evoluzione tecnologica e le potenzialità dell'intelligenza artificiale per migliorare ulteriormente l'efficienza operativa. Tuttavia, rimaniamo convinti che anche negli scenari più avanzati la vera differenza continuerà a essere determinata dal fattore umano, dalla sua capacità di interazione autentica e dal giudizio che solo una persona può esprimere. Un ultimo tema: utilizzate la tecnologia Rfid per prevenire i furti e, se sì, in che modo? La tecnologia Rfid (Radio-Frequency Identification) rappresenta uno scenario di grande interesse strategico, anche se al momento non viene utilizzata da Leroy Merlin Italia per la prevenzione diretta dei furti. Siamo convinti che il suo valore principale risieda nel tracking dello stock in tempo reale, un vantaggio straordinario per la gestione della merce che indirettamente rafforza anche la sicurezza. L'implementazione su vasta scala, però, rimane oggi complessa e poco realizzabile per due motivi principali: da un lato abbiamo un numero elevatissimo di referenze uniche, dall'altro le specifiche vincolanti dei prodotti (dimensioni, diverse modalità di vendita ecc) che rendono l'applicazione del tagging tecnicamente onerosa e difficile da standardizzare. Quindi non la svilupperete? Alcuni anni fa avevamo avviato un approfondito tavolo di lavoro interno proprio per valutare l'integrazione dell'Rfid. Il progetto si è temporaneamente arenato di fronte alla difficoltà di coordinamento tra tutti gli attori della filiera: fornitori, logistica e punti vendita dovevano dialogare in modo perfetto, e all'epoca le condizioni non erano ancora mature. Ciononostante, manteniamo alta l'attenzione su questa tecnologia. Quando le condizioni di mercato e i costi di tagging lo permetteranno, l'Rfid sarà preso in considerazione come acceleratore di efficienza nella gestione dell'inventario. Sapere sempre dove si trovano gli articoli, con precisione e in tempo reale, significa rendere il processo più veloce ed efficiente e, di conseguenza, ridurre naturalmente le opportunità di furto. n 32 | BRICOMAGAZINE DOSSIER Anche in un contesto fortemente automatizzato, il fattore umano si conferma cruciale non solo per l'efficacia della sicurezza, ma soprattutto per garantire un'esperienza d'acquisto positiva.

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