di Massimo Casolaro Pellet, un mercato in cerca di stabilità trainare il Vecchio Continente è in particolare il Regno Unito, dove restano operative centrali di cogenerazione alimentate a pellet, sostenute da incentivi pubblici attivi fino al 2027. Quando questi sussidi termineranno, la domanda europea è destinata a ridursi: le stime indicano un calo di circa 3,4 milioni di tonnellate tra il 2026 e il 2028. A complicare il quadro contribuisce il fronte commerciale. I dazi statunitensi continuano a influenzare le rotte di approvvigionamento e ulteriori misure protezionistiche nel settore del legno potrebbero accentuare l’impatto su import-export. Proprio in vista di una contrazione post 2027, non sono previste nuove aperture di impianti europei per la produzione di pellet destinato all’industria. IL MERCATO RESIDENZIALE Nel mercato residenziale europeo il clima resta uno dei fattori decisivi. Le previsioni stagionali restano incerte, ma diversi indicatori – dal possibile indebolimento del vortice polare al ritorno di La Niña – fanno ipotizzare un inverno 2025/2026 più rigido rispetto alle ultime stagioni. Un eventuale aumento della domanda di riscaldamento avrebbe effetti diretti anche sul consumo di pellet. Sul fronte dei prezzi, il segmento premium mostra oggi una situazione più stabile, pur attestandosi ancora su livelli superiori alla media storica. Eventuali tensioni nelle forniture, combinate con un incremento dei consumi, potrebbero generare nuovi rialzi, anche se lontani dalle impennate del biennio 2022/2023. Alcuni segnali ci sono già stati: l’ondata di freddo di gennaio 2025 e l’avvio anticipato della stagione termica a settembre hanno temporaneamente spinto i prezzi verso l’alto. Nonostante ciò, il pellet resta competitivo rispetto al gasolio e ad altre fonti fossili. Il confronto con l’elettricità è invece più articolato, soprattutto considerando il crescente utilizzo delle pompe di calore. I loro indici di efficienza (COP) possono far apparire l’elettrico più conveniente del pellet. Tuttavia, uno Il prezzo del pellet, in leggero aumento negli ultimi mesi, ha però trovato una certa stabilità dopo le impennate del post covid. Comunque, il comparto è ancora in trasformazione, influenzato da variabili economiche, politiche e climatiche. urante l’ultimo Working Group Pellets promosso da Bioenergy Europe, il settore ha fatto il punto sulle tendenze del mercato europeo e internazionale del pellet. L’incontro ha riunito analisti ed esperti che hanno presentato dati aggiornati su produzione, domanda e flussi commerciali, offrendo una fotografia completa dell’andamento globale. Dalle industrie agli impieghi domestici, il quadro che emerge è quello di un comparto ancora in trasformazione, influenzato da variabili economiche, politiche e climatiche. Dopo gli anni caratterizzati da picchi di prezzo e incertezze nelle forniture, si intravedono però segnali di stabilizzazione, a conferma di un mercato che sta ritrovando equilibrio e capacità di programmazione. IL CONSUMO GLOBALE La domanda globale di pellet nel 2024 ha raggiunto quota 49 milioni di tonnellate, registrando un incremento del 9% rispetto all’anno precedente includendo sia gli utilizzi domestici sia quelli industriali. La spinta arriva soprattutto dall’Europa, tornata ai livelli del 2021, mentre l’Asia mostra un ritmo di crescita più contenuto. A D 80 | BRICOMAGAZINE MERCATI
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